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1961-1994

Il Mondiale d'Autunno


La Corsa Regina del finale di stagione

Nel 1961, per la prima volta, il Lombardia parte da Milano ma non ci fa ritorno. Si arriva a Como, allo stadio Sinigaglia, con vittoria di Vito Taccone, e sarà così per i successivi 15 anni, con la città lariana che allestirà il traguardo addirittura fino al 1984.

Nel 1977 la corsa parte da Seveso e vince Gianbattista Baronchelli, nel 1983 da Brescia e si impone Sean Kelly, poi dal 1985 al 1989 si parte da Como e si arriva a Milano, con traguardi al Velodromo Vigorelli, in Piazza del Duomo e Corso Venezia.

Tra il 1990 e il 1994 la scena se la prende invece Monza, che ospita partenza e arrivo ma non porta fortuna agli italiani, che in quei 5 anni non vincono mai.

Fin dagli anni ’60 comincia ad apparire sul percorso, sporadicamente, il Muro di Sormano, che raccoglie riscontri contrastanti, visto che non tutti ne apprezzano la durezza e finisce per diventare una vera e propria “mazzata” di fine stagione.

Sono anni magici per il Lombardia, sono gli anni di Felice Gimondi (1966, 1973), di Eddy Merckx (1971, 1972), di Roger De Vlaeminck (1974, 1976), di Francesco Moser (1975, 1978), di Bernard Hinault (1979, 1983) e di Sean Kelly (1983, 1985, 1991), solo per citarne alcuni. La Vuelta a España si svolgeva ad aprile, il Mondiale a fine estate… così in Autunno le luci della ribalta erano tutte per la Classica delle Foglie Morte.

Un vero e proprio Mondiale d’Autunno.

hall of fame

Felice Gimondi

Italia

Allo stadio Sinigaglia di Como, dove terminava il Giro di Lombardia del 1966, c’è un boato fragoroso, come se fosse stato segnato un gol. Ha vinto Felice Gimondi! Ha battuto allo sprint Eddy Merckx, Raymond Poulidor e Jacques Anquetil, dopo essere stato lanciato alla perfezione da Vittorio Adorni, compagno alla Salvarani. È una vittoria speciale per lui, orgoglio lombardo e bergamasco (chissà quanto avrebbe amato correre un Lombardia con arrivo a Bergamo), che riesce nell’impresa di vincere la Classica delle Foglie Morte al primo tentativo. Proprio come al Tour de France dell’anno precedente. Dopo l’arrivo c’è un po’ di caos, con Merckx che si lamenta di essere stato chiuso in volata da Adorni, e Gimondi che, raggiante, punzecchia: “diranno che ho comprato anche questa?”, dopo che qualche malalingua aveva insinuato che la vittoria su Merckx della settimana prima alla Coppa Agostoni fosse stata un gentile regalo del belga. Gimondi chiuderà poi 2° nel 1967 e nel 1970, sempre battuto da Franco Bitossi, e 3° nel 1972, l’anno del secondo successo di Merckx. Il Cannibale stravinse anche l’edizione dell’anno seguente, quella del 1973, ma la vittoria fu poi assegnata a Gimondi, secondo al traguardo a seguito di un controllo antidoping effettuato a Merckx subito dopo la gara.

Vittorie
2
Partecipazioni
9