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5 modi per vincere Il Lombardia: Fuga da lontano

16/09/2022

Il Lombardia è una gara durissima, tanto bella quanto indecifrabile, e buona parte del suo fascino sta nella varietà dei modi in cui può essere decisa.

La si può vincere in una volata ristretta, attaccando in salita come in discesa, scattando da lontanissimo oppure negli ultimi chilometri.

Iniziamo questo breve viaggio tra i 5 possibili modi per vincere Il Lombardia raccontando quello più entusiasmante e allo stesso tempo più difficile da realizzare: l’attacco solitario da lontano.

In centoquindici edizioni molti corridori sono riusciti in quest’impresa, dai pionieri dei tempi eroici fino agli anni più recenti.

Dovendo però individuare una singola azione è quasi d’obbligo citare un episodio che ha come protagonista il plurivincitore della Classica delle Foglie Morte, quello che più di ogni altro nella sua incredibile carriera ha elevato la fuga solitaria non soltanto a marchio di fabbrica, ma ad arte: Fausto Coppi.

È il 24 ottobre 1948.

Il Campionissimo ha vinto le due edizioni precedenti dell’allora Giro di Lombardia e anche quell’anno è, naturalmente, il grande favorito.

La pressione, invece che inibirlo, lo rafforza.

Non attende nemmeno la salita finale, posta comunque molto lontano dal traguardo, ma scatta dal gruppo dei favoriti nei presso del lago Segrino, raggiunge i tre fuggitivi superstiti – Rossello, Pinarello e Seghezzi – e li lascia lì.

Mancano 83 km all’arrivo.

Il suo vantaggio si dilata sulle rampe ghiaiose del Ghisallo, che Coppi percorre con il nuovo tempo record di 25’20”.

I primi inseguitori sono Ortelli e Bobet che transitano in vetta a 2’41” dal battistrada, precedendo di una manciata di secondi un gruppetto composto da Leoni, Astrua, Schaer, Rolland, Simonini, Martini, Giudici e Cerami.

Da lì in poi la gara è praticamente finita.

Coppi – che in quegli anni detiene il record dell’ora – nella pianura verso Milano è irraggiungibile, anzi aumenta sempre di più il proprio distacco, raggiungendo il velodromo Vigorelli con quasi 5′ di vantaggio dal secondo classificato, Adolfo Leoni.

Per l’Airone è la terza vittoria consecutiva, conquistata dopo oltre 80 km di fuga solitaria e con la nuova media record (222 km a 37,8 km/h).

Si è detto all’inizio che l’attacco da lontanissimo è un gesto tanto entusiasmante quanto difficile da realizzare. Questo perché occorrono non solo gambe eccellenti, ma anche fantasia, coraggio e un pizzico di follia. Le caratteristiche che rendono i campioni davvero grandi.

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