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Il Lombardia raccontato in 5 salite: Bettini e il Civiglio

21/09/2021

Paolo Bettini si era aggiudicato il suo primo Giro di Lombardia nel 2005, battendo in volata Gilberto Simoni e Fränk Schleck.

Quell’anno era partito sul Civiglio, penultima salita di giornata, dove aveva fatto la differenza assieme a Simoni.

Lungo la discesa era rientrato Schleck e successivamente Caruso, ma sull’arrivo di Como non c’era stata storia, il Grillo aveva preceduto tutti.

Alla partenza dell’anno successivo, alla 100ª edizione del Giro di Lombardia, indossava quindi il pettorale n° 1, impreziosito dalla maglia di Campione del Mondo conquistata venti giorni prima a Salisburgo davanti a Zabel e Valverde.

Ma quello era una giornata speciale soprattutto per un altro motivo.

Dieci giorni prima il campione livornese aveva perso il fratello Sauro e, dopo aver pensato al ritiro, Bettini quel giorno decise di correre per lui.

Dopo la partenza da Mendrisio, il momento decisivo è ancora una volta il Civiglio. 2200 metri al 8% di media, in cima al quale mancano 15 km al traguardo.

Ripresa la fuga, rimane un gruppo di dieci corridori con tutti i migliori: Di Luca, Bettini, Rebellin, Schleck, Moreni, Wegmann, Boogerd.

Appena iniziata la salita Di Luca rompe gli indugi, ma Rebellin e Wegmann rispondono subito.

Chi risponde meglio di tutti però è proprio Bettini, che parte in contropiede col rapporto lungo e fa il vuoto, transitando in cima allo strappo.

Di Luca paga lo sforzo e si stacca, Rebellin prosegue del suo passo ma presto viene raggiunto dal gruppo inseguitore.

Lungo la discesa verso Como Bettini continua l’azione solitaria, ma dietro gli si avvicina Wegmann che lo riprende nel breve tratto in pianura prima dell’ultima ascesa di San Fermo della Battaglia.

I due hanno 20’’ di vantaggio quando iniziano la salita, a 7 km dal traguardo.

Wegmann digrigna i denti, soffre, si scioglie in smorfie nel tentativo di tenere il ritmo del Campione del mondo, e infatti quasi subito deve cedere, e Bettini va da solo.

Transita in cima con 12’’ di vantaggio sul corridore tedesco, che da lì a poco verrà ripreso da Samuel Sánchez.

Poi è solo discesa, rabbiosa e solitaria, e l’ultimo chilometro verso il lungolago di Como in cui perde qualcosa ma poco, perché sa che nessuno può rubargli una giornata così.

Paolo Bettini taglia il traguardo in lacrime, indicando il cielo.

“Questa è la vittoria più bella di tutte. So che non correrò mai più da solo”, dirà dopo questa grande vittoria.

Come l’anno precedente, costruita sulle rampe del Civiglio.

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